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Gran Paradiso (Via del ghiacciaio del Lavenciau)
Trip Report

Gran Paradiso (Via del ghiacciaio del Lavenciau)

 

Page Type: Trip Report

Location: Alpi Graie, Italy, Europe

Lat/Lon: 45.51960°N / 7.26810°E

Object Title: Gran Paradiso (Via del ghiacciaio del Lavenciau)

Date Climbed/Hiked: Aug 29, 2001

 

Page By: Enrico iammaria

Created/Edited: Aug 8, 2002 /

Object ID: 168635

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La via che sale al Gran Paradiso dal ghiacciaio del Lavenciau è quella solitamente salita da chi pernotta alla capanna Chabot anziché al rifugio Vittorio Emanuele. Ma può capitare che a fine stagione o in un anno avaro di neve che l'attacco al ghiacciaio del Gran Paradiso si presenti secco e molto più impegnativo di quello che ci si aspetti(soprattutto in discesa) e anche l'idea di una discesa differente dalla salita a volte è allettante e meno monotona.

Conviene allora procedere per questa via che passando sotto la parete nord della montagna solitamente si mantiene più innevata e solo di poco più lunga.

Lasciato il Vittorio Emanuele (alle 4:00) ci si dirige verso il dedalo di sassi in direzione nord come per la normale, ma da questa ci si discosta una volta superato il torrentello ( attenzione al ghiaccio che quasi sempre ricopre le roccie circostanti) si prende a salire per l'evidente morena che piega verso est (ometti evidenti).

Per circa 400m di dislivello si procede su sfasciumi fino ad arrivare a quota 3200 circa dove un salto di roccia solida di circa 4 metri ci porta a pestare la neve del Lavenciau. ( 2h dal Vittorio Emanuele ).

Davanti a noi ci troviamo ora la parete nord e in alto si intravede l'uscita del ghiacciaio all'altezza della Schiena d'Asino. Si procede verso quest' ultima facendo bene attenzione ai vari crepacci, ci si tiene sulla sinistra fino almeno quota 3450 da qui la presenza di crepacci è minore.
Altri 150 metri e ci si trova sulla Schiena d'Asino in vista della Becca di Moncorvé e ormai anche della Madonnina sulla cima. (3h30 min).

Qui si incontrano anche le cordate che hanno preferito la via normale che solitamente sono veramente molte e possono creare qualche problema sul tratto finale della salita.

La via sale comodamente su pendii nevosi mai troppo inclinati e sie si ha abbastanza fiato e tempo si può anche deviare a sinistra per dare un occhiata alla Becca di Moncorvè e al versante sud della montagna: in caso di bel tempo non è difficile riconoscere la sagoma del Monviso.

Da qui alla vetta occorre ancora circa 1h o 1h30min: dipende molto dalla colonna che si forma una volta raggiunto il Roc (4'028 metri), una caratteristica guglia sulla sinistra salendo.
Da qui infatti la traccia diventa più stretta e solitamente è un vero e proprio solco dove "scorrono" le cordate.

Fin proprio sotto la vetta si calpesta neve ma se le codizioni lo permettono e l'affollamento non è eccessivo si possono salire gli ultimi tre metri (attrezzati a spit) ed arrivare proprio a ridosso della Madonnina di vetta che comunque non è adagiata sul punto più alto della montagna ma qualche metro più in qua. (4h-4h30min).

Se la visibilità è buona dalla vetta si ha una grandiosa panoramica su tutto l'arco alpino che va dal Gruppo del Monte Rosa al Bianco fino alle alpi Marittime. (io non ho mai trovato una visibilità buona...).

Se siete arrivati tra i primi ora arriva il bello: la discesa sarà un vero e proprio slalom e arrivati alla schiena d'asino torna utile la via del Lavenciau.
Qui transita in media un terzo degli alpinisti rispetto la via dal Ghiacciaio del Gran Paradiso: a voi la scelta!


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