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Sunset - Il Tramonto
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Sunset - Il Tramonto

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Sunset - Il Tramonto

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Object Title: Sunset - Il Tramonto

Activities: Hiking, Mountaineering, Trad Climbing

 

Page By: gabriele

Created/Edited: Jul 20, 2008 / Jul 20, 2008

Object ID: 422748

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the Sunset

Only 3 days ago I heard about the recent death of an old ski-mountaneering partner of mine : I was 35 and, due to some differences in our opinions with the new director of the ski-mountaneering school where I was a instructor, I decided to look for amusement: two 55 y.o. boys shared with me the idea and instead of 6 boring teorethical lessons on the snow we enjoyed 6 first class routes.
The partnership went on for some seasons, even with some not difficult rock climbs, amusing like children in front of a new toy: then we lost due to different family and work engagements (I heard that the other one was found dead, leaning to a tree, in a wood where he was hiking alone)


Two days ago I met an old rope partner of mine, a member of the elite of Italian Alpin Club: we spent together unforgettable days, looking for pure amusement in rock climbing ... wow ...
Now he is 80 but is still oriented to go to make something on the mountains, I hope that the old rope team will be formed again, for easy rock climbs.

Last week I felt like doing a trip in little known sites so I met a 58 and a 76 y.o. boys, age doesn't matter if you feel a boy

Anything begins and ends, also in the mountaneering ...
the only necessary thing is to realize it at the right moment: we must not think that we are not getting older, that we are always and forever 30-35 years old, when all was possible.

When, maybe due to a less or more serious health problem, we realize that in the mountains the differences in elevation grow up, the paths become steeper, the backpack becomes heavier, the water bottle get fastly empty, grips are smaller, toeholds are more slippery, iceaxe and crampons have lost their sharpness and entering in the ice is more difficult, the rain is more wet, the snow id colder etc. maybe we must think better about our terms with the mountain.

Now we have two different ways that I can't define with a single word:

first way : as for I can't do all that I was able to do, to avoid feeling old or maimed, I stop going to the mountains, in my mind all memories grow up and, each time I can, I start telling all around how "I was cool", "I was fast", I put down a complete and accurate list about all that I've done and try to share it with the maximum number of people.
I start leaving in and for the past, I feel I've done very much to the mountain getting back the same, so I think I can't do more than that, I've a big future behind me ! ...

second way : I don't give a damn feeling old or maimed, I think I've spent a lot of fine days on the mountains and start to realize that there are not only the vertical walls, the steep ice slopes where to cling to, there are also paths (I never realized it, I used to run there, mostly in the dark) I realize how amusing is scrambling or climbing snow slopes once good only for skiing, I realize how fine is having only a pile, a light anorak, food and water for the day in a light backpack.
I start looking for trips that can make me spend a day in the open air, together with people that can stop, sitting and chatting on a good stone in a fine view place, I start again to look ahead realizing that Mountain can still give me something, also for my health.

the third way (but not related to the age) is the "vùraria" (Milan dialect) = "wannabe" way; the ones that tell about never done adventures and live Mountain as a stage for their dreams to be told, to feel cool.
They will never have "sunset" problems ... lucky them !

I've made my choice and, if before I only used to answer to direct questions, now I will tell even less ...

il Tramonto

Ho saputo solo 3 giorni fa della recente morte di un mio vecchio compagno di sci-alpinismo : avevo 35 anni e per differenti opinioni con il nuovo direttore della scuola di sci-alpinismo di cui ero istruttore avevo deciso di "saltare" quella stagione e di andare in giro un po' a divertirmi: due 55enni avevano la mia stessa idea e invece di fare le 6 uscite di teoria all'aperto ci gustammo 6 salite di classe.
La compagnia continuò anche poi per alcune stagioni successive, anche con un po' di attività di roccia non difficile, divertendoci come ragazzini davanti a un nuovo giocattolo; poi, per differenti impegni di famiglia e lavoro, ci perdemmo di vista (venni poi a sapere che l'altro fu trovato morto, appoggiato al tronco di un albero, in un bosco dove era andato a fare una escursione solitaria).


L'altro ieri ho rivisto un altro mio vecchio compagno di cordata, un Accademico del CAI con cui ho passato giornate indimenticabile, alla ricerca del puro divertimento nell'arrampicata .. quante belle salite ...
Ha ormai 80 anni ma la voglia di andare a far "quattro passi" gli è rimasta e spero che la vecchia "cordata" si riformerà, magari per salite fino al 3° grado...

A inizio di settimana mi scappava di fare una gita in posti sconosciuti e mi son trovato in compagnia di un 58enne e di un 76enne ... l'età fisica non conta, l'importante è essere ragazzini "dentro"
...

In tutto c'è un inizio e una fine, anche nella pratica di montagna ...
è necessario rendersene conto al momento opportuno: non voler, a ogni costo, pensare di non essere invecchiati, di avere ancora e sempre quei magnifici 30-35 anni in cui tutto era permesso.

Quando, magari a causa di qualche più o meno grave motivo di salute, ci si accorge che in montagna i dislivelli sono aumentati, i sentieri si son fatti più ripidi, il sacco è diventato pesante, la borraccia si svuota in fretta, gli appigli son diventati più piccoli, gli appoggi sono sempre più scivolosi, la piccozza e i ramponi hanno perso l'affilatura e fan fatica e entrare bene nel ghiaccio, la pioggia è più bagnata, la neve è più fredda ecc ecc forse è il caso di riflettere un po' meglio sul proprio rapporto con la montagna.

A questo punto sono possibili due differenti approcci che non saprei definire con un singolo vocabolo :

primo approccio : siccome non riesco più a fare quello che facevo, per evitare di sentirmi "menomato" o "vecchio" incomincio a non andare più in montagna, nella mia mente ingigantisco i ricordi di quello che ho fatto e, ogni volta che mi è possibile, incomincio a raccontare a dritta e a manca di "quanto ero bravo", di "quanto ero veloce", mi faccio un elenco preciso e minuzioso di tutto quello che ho fatto e cerco di fare in modo che il maggior numero possibile di persone ne prenda visione.
Incomincio a vivere del passato, mi sento di aver dato molto alla montagna e di averne ricevuto altrettanto e penso che ormai più di così non si possa fare, ho un grande avvenire alle mie spalle ! ...

secondo approccio : non me ne frega niente di sentirmi menomato o vecchio, penso di aver passato tante belle giornate in montagna e incomincio ad accorgermi che non esistono solo le pareti verticali o gli scivoli di ghiaccio su cui abbarbicarsi: esistono anche i sentieri (non me n'ero mai accorto, li facevo sempre di corsa e magari al buio), mi accorgo di quanto sia simpatico arrampichettare su roccette facili o salire pendii di neve che una volta avrei fatto solo con gli sci, mi rendo conto di quanto è piacevole andare in giro con il sacco contenente solo un pile, una giacca a vento, il cibo per la giornata e una borraccia da riempire alla bisogna.
Incomincio a cercare gite che mi permettano di passare delle belle giornate all'aria aperta magari in compagnia di persone con cui fare anche quattro chiacchiere fermandosi qua e là su un sasso da cui si gode una ottima vista, ricomincio a "programmare" e mi rendo conto che la montagna può darmi ancora qualcosa, anche dal punto di vista fisico e della salute.

esiste poi un terzo approccio (ma quello è indipendente dall'età) che è quello del "vùraria" (in dialetto milanese si esprime così quello che in inglese è "wannabe" ... che raccontano di cose mai fatte e vivono la montagna come ambientazione di sogni da raccontare agli altri per sentirsi bravi.
Non avranno mai problemi di tramonto per l'età : beati loro !

Ho fatto la mia scelta e, tutto sommato, se già prima era necessario farmi domande dirette per conoscere la mia attività, adesso la racconterò ancora meno ...

Images

Along the "direttissima" pathThe SunsetChenab River, Wazirabad (Pakistan)

Comments


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Bill KerrGreat Attitude

Bill Kerr

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The second way is the positive(go forward) way to face life. Many young people go to the mountains to test their physical and mental abilities. As I grow older I go to the mountains for the freedom and the enjoyment. I notice more detail and care more about the experience and less about how fast or how far we went.
Good article - thanks.
Posted Jul 27, 2008 3:41 pm

Ivonanice written..

Ivona

Voted 10/10

I hope I will be able to follow the second way!
greetings
Iwona
Posted Jul 28, 2008 11:30 am

DiveriaLife has its seasons

Diveria

Voted 10/10

Each of them has its good and bad.
It's better to enjoy all the seasons of life, like all the seasons of the year, over the mountains.

Posted Jul 31, 2008 6:55 am

LupinoRight!

Lupino

Voted 10/10

I feel the second option acceptable for me. Very nice article.
Paolo
Posted Aug 24, 2008 2:36 am

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